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PROPOSTA RIFORMA COPYRIGHT: CONTRADDITORIA E AMBIGUA, IN CONTRASTO CON IL MERCATO UNICO DIGITALE

Roma, 04/7/2018 - “La proposta di direttiva sul copyright, su cui il Parlamento europeo è chiamato a esprimersi domani, desta profonda preoccupazione in tutta la filiera, per la mancanza di una seria valutazione sugli impatti ed effetti, anche molto penalizzanti, che le nuove norme potranno avere sui tanti e diversi soggetti che compongono l’ecosistema digitale. Per questo oggi ho inviato la richiesta a parlamentari italiani a Strasburgo di farsi promotori in aula di un ampio e approfondito esame del testo prima di dare il via all’ulteriore iter procedurale” è quanto afferma Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale, in merito al testo votato da una strettissima maggioranza della Commissione JURI e su quale il Parlamento europeo si pronuncerà domani per decidere se sarà o meno la base su cui avviare la procedura per giungere alla riforma europea del copyright.  

 “La tutela e valorizzazione del diritto d’autore è uno dei pilastri per lo sviluppo della società ed economia digitali, su cui la Federazione si adopera da anni collaborando in primis con l'Autorità per le Garanzia nelle Comunicazioni continua Catania -   Ma il testo della Commissione Juri presenta gravi problematicità, frutto di una discussione impostata come se ci fosse una sfida in atto tra detentori del copyright e grandi piattaforme digitali. Ma l'ecosistema digitale è molto più di questo”.  L’impatto delle norme in discussione ricadrebbe, infatti, sull’intero sistema delle start-up, su quello delle biblioteche, degli editori nativamente digitali, delle stesse telecomunicazioni, che rischiano di venire coinvolte nel quadro di incertezza giuridica e iter normativi confusi di cui è portatore il testo. Nella proposta di direttiva, in particolare, si indicano in modo ambiguo obblighi e responsabilità a carico dei prestatori di servizi intermediari, in contraddizione con il quadro normativo vigente dettato dalla direttiva sul commercio elettronico, a discapito della creazione di un efficiente mercato unico digitale. “Per intervenire nella contesa tra multinazionali del web e multinazionali dei contenutisottolinea il presidente di Confindustria Digitale - si mettono in discussione regole consolidate, rischiando di schiacciare la capacità innovativa delle imprese digitale che nella rete trovano la propria incubatrice”.

Secondo Catania: “La riforma del copyright è un tema complesso che, come altri temi del digitale –dalla privacy alla sicurezza, all’etica-  presenta aspetti del tutto nuovi rispetto alle norme stabilite per il mondo analogico”, concludendo che “L’Ue su questi temi sta facendo un gran lavoro. Ma la fretta in questo caso non è un buon consigliere. Una riforma europea del copyright è indispensabile, ma l’innovazione per esprimere il massimo delle sue energie, favorire e attrarre investimenti, ha bisogno di regole semplici nell’ambito di quadri normativi certi e strutturalmente flessibili. Attraverso cui sia possibile alternare costantemente visione e correzione di traiettoria. Al legislatore chiediamo il massimo impegno nella ricerca di equilibri, certo difficili e complessi, ma necessari per garantire i diritti senza bloccare l’innovazione”.

  • Per informazioni
  • Anna Borioni
  • Responsabile Ufficio stampa Confindustria Digitale
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